Come studiare con il metronomo
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Il metronomo non serve a suonare veloce. Serve a sapere esattamente a che velocità suoni, e a capire quando una nota arriva in anticipo o in ritardo. Chi studia senza clic tende ad accelerare nei passaggi facili e a rallentare in quelli difficili, e di solito non se ne accorge. Con il metronomo l’errore diventa udibile: senti il clic e la tua nota separati, anche di pochi centesimi di secondo.
In questa guida trovi un metodo semplice, con numeri precisi: da dove partire, di quanto alzare il tempo, come usare l’aumento progressivo e come allenare il senso del tempo togliendo clic invece di aggiungerli.
Parti lento, davvero lento
La regola più importante è anche la più ignorata: si comincia dalla velocità a cui il passaggio esce pulito, senza errori e senza tensione. Per molti passaggi di studio è tra 60 e 80 BPM, ma può essere anche 40. Non conta il numero: conta che ogni nota cada sul clic.
Un buon test è suonare il passaggio tre volte di fila senza sbagliare. Se ci riesci, il tempo è giusto. Se sbagli anche una sola volta, scendi di 4–8 BPM e riprova. Studiare a una velocità in cui sbagli una volta su tre vuol dire ripetere l’errore un terzo delle volte, e le mani imparano anche quello.
Un trucco utile per i principianti: prima di suonare, conta ad alta voce una battuta intera insieme al clic (“uno, due, tre, quattro”). Così entri nel tempo invece di rincorrerlo dopo la prima nota.
La regola dei 4–8 BPM
Quando il passaggio è facile al tempo attuale, alza di 4–8 BPM, non di più. Un salto da 80 a 100 BPM sembra piccolo, ma è il 25 % più veloce: le dita devono muoversi un quarto più in fretta e spesso il passaggio si rompe. Un salto di 4 BPM a 80 è il 5 %, e quasi sempre regge.
Più sei vicino al tempo finale, più i passi devono essere piccoli. Sotto i 100 BPM puoi salire di 8; sopra i 140 conviene stare su 4, o anche 2. Quando a un certo tempo cominci a irrigidirti, torna indietro di due gradini e consolida lì. Il giorno dopo di solito riparti più in alto di dove eri arrivato con fatica.
- Tempo di partenza: quello in cui suoni il passaggio 3 volte di fila senza errori.
- Passo: +4–8 BPM sotto i 100 BPM, +2–4 BPM sopra i 140 BPM.
- Quando sbagli: scendi di un gradino, non insistere al tempo nuovo.
- Fine sessione: suona una volta lentissimo, metà del tempo di partenza.
L’aumento progressivo: lasciare salire il tempo da solo
Cambiare tempo a mano ogni due minuti interrompe la concentrazione. L’aumento progressivo (lo “speed trainer”) lo fa al posto tuo: imposti da dove partire, dove arrivare, di quanto salire e ogni quante battute. Il metronomo cambia velocità sempre all’inizio di una battuta, mai a metà.
Un esempio concreto: da 60 a 100 BPM, +4 ogni 4 battute di 4/4. Sono 11 gradini (60, 64, 68 … 100). Ogni gradino dura 16 movimenti: 16 secondi a 60 BPM, 9,6 secondi a 100 BPM. In tutto poco più di due minuti, quindi puoi ripetere la scala intera tre o quattro volte in dieci minuti di studio. La tabella qui sotto è calcolata dal metronomo stesso.
| BPM | Tempo per gradino | Totale |
|---|---|---|
| 60 | 16,0 s | 0:16 |
| 64 | 15,0 s | 0:31 |
| 68 | 14,1 s | 0:45 |
| 72 | 13,3 s | 0:58 |
| 76 | 12,6 s | 1:11 |
| 80 | 12,0 s | 1:23 |
| 84 | 11,4 s | 1:35 |
| 88 | 10,9 s | 1:45 |
| 92 | 10,4 s | 1:56 |
| 96 | 10,0 s | 2:06 |
| 100 | 9,6 s | 2:15 |
Usalo così: fai la prima salita, e segna il tempo a cui il passaggio comincia a sporcarsi. Alla salita successiva imposta come arrivo proprio quel tempo, e come partenza 20 BPM sotto. Così passi la maggior parte del tempo nella zona in cui stai migliorando, non in quella in cui sbagli.
Apri il metronomo, attiva l’aumento progressivo e imposta Da 60, A 100, +4 ogni 4 battute.
Il clic sul 2 e sul 4
Nel jazz, nel funk e in buona parte del pop il batterista accentua il 2 e il 4 con il rullante. Se il metronomo batte su tutti e quattro i movimenti, ti fa da batterista e tu ti appoggi a lui. Se batte solo sul 2 e sul 4, devi sentire da solo l’1 e il 3.
Per farlo, metti il tempo in 4/4 e rendi muti i movimenti 1 e 3 toccando i loro quadratini. Il metronomo ora suona solo sui movimenti deboli della battuta. All’inizio è disorientante: molti sentono il clic come se fosse sull’1. Conta ad alta voce “uno, DUE, tre, QUATTRO” finché il clic non cade sul numero giusto.
Un passo ulteriore: lascia un solo clic per battuta, sull’1, e rendi muti il 2, il 3 e il 4. A 60 BPM in 4/4 senti un clic ogni 4 secondi. Quello che succede tra un clic e l’altro dipende tutto da te. È l’esercizio più duro e anche quello che rivela di più.
Le suddivisioni
A tempi lenti il problema non è la velocità, è lo spazio tra i clic. A 50 BPM tra un clic e l’altro passano 1,2 secondi, e in 1,2 secondi è facile sbandare. La soluzione è far suonare anche le suddivisioni: crome (2 clic per movimento), terzine (3) o semicrome (4).
Le suddivisioni sono utili anche al contrario. Se un passaggio in semicrome “zoppica”, metti il metronomo sulle semicrome e suona una nota per clic, piano. Senti subito quale nota è in ritardo. Poi torna al solo movimento e verifica che il passaggio resti regolare anche senza aiuto.
Con le terzine cambia tutto il carattere del ritmo: è il modo più rapido per esercitare lo swing e i tempi composti come il 6/8 e il 12/8.
Le indicazioni di tempo e i BPM
Le indicazioni di tempo sono in italiano in tutto il mondo: Adagio, Andante, Allegro. Non sono numeri precisi, e i metronomi meccanici, i manuali e gli editori usano intervalli un po’ diversi. La tabella qui sotto è quella usata dal nostro metronomo: indica per ogni termine l’intervallo di BPM e quanto dura un movimento in millisecondi.
| Indicazione | BPM | Durata di un battito |
|---|---|---|
| Grave | 20–39 | 1500–3000 ms |
| Largo | 40–59 | 1000–1500 ms |
| Larghetto | 60–65 | 909–1000 ms |
| Adagio | 66–75 | 789–909 ms |
| Andante | 76–107 | 556–789 ms |
| Moderato | 108–119 | 500–556 ms |
| Allegro | 120–167 | 357–500 ms |
| Presto | 168–199 | 300–357 ms |
| Prestissimo | 200–400 | 150–300 ms |
Due cose da tenere a mente. La prima: l’indicazione descrive anche un carattere, non solo una velocità. Un Andante di Mozart e un Andante di Brahms non hanno lo stesso BPM. La seconda: se lo spartito porta un numero di metronomo (per esempio ♩ = 96), quel numero vale più della parola.
Una sessione tipo di 20 minuti
- 3 minuti: scale o arpeggi a un tempo comodo, solo movimento.
- 5 minuti: il passaggio difficile con le suddivisioni, al tempo in cui esce pulito.
- 7 minuti: aumento progressivo, da 20 BPM sotto il tuo limite fino al limite, +4 ogni 4 battute.
- 3 minuti: clic solo sul 2 e sul 4, a un tempo medio.
- 2 minuti: il passaggio una volta, lentissimo, per chiudere.
Scrivi su un quaderno il tempo massimo pulito di ogni giorno. Dopo due settimane vedi i numeri salire, e capisci quali passaggi hanno bisogno di più lavoro.
Infine, alterna il metronomo con una base ritmica. Una drum machine con un groove rock o bossa nova ti obbliga a stare dentro un ritmo vero, con la cassa e il rullante, invece che dentro un clic astratto.
Prova un preset della drum machine allo stesso BPM a cui studi con il metronomo.
Domande
- Di quanto devo alzare il metronomo ogni volta?
- Di 4–8 BPM quando il passaggio è facile al tempo attuale. Vicino al tempo finale bastano 2–4 BPM. Se sbagli, torna al gradino precedente.
- Studiare con il metronomo rende meccanici?
- Solo se lo usi sempre. Usalo per misurare e correggere, poi suona lo stesso passaggio anche senza clic, e confronta il tempo con il Tap tempo.
- Quanto dura una salita da 60 a 100 BPM con +4 ogni 4 battute?
- Poco più di due minuti in 4/4: 11 gradini da 16 movimenti, da 16 secondi a 60 BPM fino a 9,6 secondi a 100 BPM.